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The fireflies' garden

#CITAZIONI

Hai presente quando hai voglia di andar via

ma poi alla fine dici “resto”?

Quando ripeti una parola così tante volte

che non ha più senso?

Ma adesso io non lo so più

guidi tu ma a fari spenti

Mi lascio trascinare giù

per le scale, per i capelli.

I sogni non me li ricordo mai

al mattino li ho già persi.

Torna tutto come prima

torno anch’io quella di prima,

prima che ti conoscessi:

timida, sbagliata

che non sa quello che fa

che non sa come si fa.

Ti chiedo scusa se vorrei salvare il mondo

e poi alla fine non ci riesco,

se cerco di guardarmi bene a fondo

e poi qui dentro in fondo mi ci perdo.

Ma io stasera resto fuori

come i fiori sui balconi

e la strada l’attraverso col rosso.

Non mi importa che ore sono,

se ci faccio o se ci sono.

Io da stasera non ti conosco.

Non mi ricordo più di te,

nemmeno più di te,

ti avrò rimosso all’ultimo sorso.

Io stasera resto fuori

come i fiori sui balconi.

Disegno stelle e cuori sul vetro

dell’ultima metro.

Hai presente i giorni che non dormiresti anche per un giorno intero?

Tutte quelle volte che l’hai immaginato

e poi è successo per davvero?

Ma a volte io non riesco più a sognare ad occhi aperti.

Mi lascio trascinare giù come l’acqua sopra i tetti.

Il motivo non me lo ricordo mai.

Al mattino mi ritrovo sottosopra come prima

con la testa su nell’aria e l’autostima giù in cantina.

Timida, sbagliata

che non sa quello che fa,

che non sa come si fa.

Ma io stasera resto fuori

come i fiori sui balconi

e la strada l’attraverso col rosso.

Non mi importa che ore sono,

se ci faccio o se ci sono,

io da stasera non ti conosco.

Non mi ricordo più di te,

nemmeno più di te.

Ti avrò rimosso all’ultimo sorso.

Io stasera resto fuori

come i fiori sui balconi.

Disegno stelle e cuori sul vetro

dell’ultima metro.

Non mi ricordo più di te,

nemmeno più di te.

Ti avrò rimosso all’ultimo sorso.

Io stasera resto fuori

come i fiori sui balconi.

Disegno stelle e cuori sul vetro

dell’ultima metro.

 

Fiori sui balconi – Federica Abbate

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…quelle coscienze pulite che vi ostinate tanto ad indossare vi stanno corte di maniche…

S

Ho sempre odiato le matriosche. Le ho sempre trovate stupide.  Che senso hanno? Perché  una donna deve rinchiuderne  un’altra?  Ecco, forse  è  per questa domanda che le ho sempre odiate.  Come ho sempre odiato me stessa perché  non avrei mai voluto  essere una donna dentro tante altre. Volevo essere autentica a prima vista.  Compatta. Tutta d’un pezzo.  E invece, prima di arrivare al succo di me, prima di arrivare alla piccolissima autentica parte di me ci sono strati e strati di donna costruita. Forme più  grandi di donna che fanno da corazza.  Uno per ogni delusione.  Uno per  ogni anno.  Uno per ogni volta che la paura fa ancora più  paura di quello che paura fa. 

Ho sempre odiato le matriosche. Le finte donne si smontano facilmente e in breve tempo sei arrivato al più  piccolo pezzo.  Quello vero.  Ed è  tutto semplice.  Le smonti e le rimonti a tuo piacimento.  Ma con me non è  mai stato così .  Arrivare infondo, arrivare al cuore richiede  impegno.  Richiede amore e oggi l’amore non è  poi così  essenziale a quanto pare. Ho imparato a farne a meno.  

Arrivare alla fine con me è  come una guerra.  Ogni  strato una battaglia.  E non è  togliermi  i vestiti quella più  difficile.  Quella è  solo la battaglia  più  semplice.  Prova a togliermi l’armatura, quella sì  che è  una battaglia.  Ma fai attenzione, non provarci nemmeno, non metterti in gioco se non pensi di potercela mettere  tutta. Perché  se provi ad oltrepassare uno strato, se provi a togliere  parte dell’armatura e poi non dovessi riuscirci,  quella diventerà  più  spessa .  Un’ altra finta donnina mi rinchiuderà in sé  stessa e sarà  ancora più  difficile arrivare a me.  Perciò  smettetela di provare, di prenderla come un gioco, perché  qui comincio  sentirmi lontana e sola.

G

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“La luna è una compagna fedele. Non va mai via. E’ sempre di guardia, risoluta, ci conosce con il buio e con la luce, e come noi è in continua trasformazione. Ogni giorno è una versione nuova di se stessa. A volte tenue e pallida, altre intensa e luminosa. La luna sa cosa significa essere umani. Insicuri. Soli. Butterati dalle imperfezioni.”

Schegge di me-Tahereh Mafi

#CITAZIONI

“Spesso la famiglia diventa il rifugio di chi nella vita non è riuscito a fare altro”

Un posto nel mondo – Fabio Volo

Lamentele e ipocrisia

Ci sono persone che credono che sia facile vivere la vita…quando si parla di una vita che non è la loro. La verità è che nella maggior parte dei casi credono che l’unica soluzione (se così vogliamo chiamarla) sia lamentarsi. A volte invidiano i bambini, pensando “che genere di problemi può avere un bambino?!”. Questo perché hanno dimenticato come era la vita da piccoli. Anche i bambini hanno i loro problemi; problemi direttamente proporzionali alla loro età, è chiaro! Ma pur sempre problemi…tanto che hanno fretta di crescere, pensando che così i problemi spariranno.
So cosa succede nella testa di una persona quando pensa che non ci sia vita più complicata della sua. So come ci si sente quando la tua paura non è più quella di morire, ma quella di vivere. So come si perde il fiato o ci si dimentica di come si respira quando improvvisamente tutto cambia e forse per la prima volta avresti sperato che non succedesse. Toccando il fondo, allora capisci che chi ha ancora la forza di lamentarsi è perché nella vita non sa fare altro.

S

Non esiste fine

Me lo sono chiesta spesso se esiste una fine. Una fine a qualsiasi tipo di cosa. A un libro. A un percorso. A un rapporto. A una vita.

Non ho trovato risposta perché ogni volta mi viene in mente che chiuso un libro, un percorso, un rapporto o una vita restano le emozioni che ti hanno donato. Anche se le emozioni non sono le stesse di quando tutto è cominciato.
Perciò ho solo pensato che tutto cambia. E il pensiero del cambiamento non mi lascia la stessa tristezza del pensiero della fine.

Sorrido e me lo ripeto: tutto cambia.

Questo mi ha fatto vivere meglio.

G

Il rumore dei pensieri

Alza pure il volume dello stereo in macchina…non riuscirai mai a coprire il rumore dei tuoi pensieri….

S

In un’altra dimensione

Quanto pesano le parole non dette?
Quanti dubbi lasciano le domande non fatte?
Quanto spazio occupano tra il cervello e il cuore?
E i gesti che tratteniamo?
I baci che abbozziamo?
Che fine fa tutto quello che fine non ha?
Spero che esista un posto tra la realtà e la fantasia. Tra il fisico e il metafisico.
Un’altra dimensione in cui tutte le parole che non abbiamo detto fuggano dalle nostre labbra per arrivare dritte alle orecchie di chi forse non aspettava altro che ascoltarle.
Lo stesso posto in cui i dubbi non esistono perché le anime sono messe a nudo senza paura, le emozioni e i pensieri sono connessi.
Il posto in cui gli abbracci o i baci non hanno mai il timore di sentirsi di troppo e scappano dai corpi come un movimento involontario, lo stesso movimento del cuore che non puoi fermare.
Spero che esista davvero, lì sarebbe tutto più chiaro, tutto più leggero.

G

 

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